TRANS FREEDOM MARCH 2017 TORINO

 

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Omofobia alla Facoltà di Economia

La mostra itinerante NO OMOFOBIA è un progetto dell'associazione culturale La Jungla , attiva sul territorio torinese da più di un anno sui temi riguardanti il mondo LGBT e facente parte del Coordinamento Torino Pride LGBT.

L'installazione, patrocinata dal Comitato per le Pari Opportunità dell'Università  e dalla Città di Torino, è itinerante tra le varie sedi universitarie, per sensibilizzare il mondo dei giovani sui temi dell'omofobia (per le informazioni riguardanti la mostra  www.lajungla. org/progetti. html ). In questo periodo le 11 opere degli artisti sul tema dell'omofobia (dal 26/04 al 7/05) sono ospitate dalla sede della Facoltà di Economia, in corso Unione Sovietica 218/bis dopo essere stata ospitata a Palazzo Nuovo e al Politecnico.

Il primo grave episodio di intolleranza è accaduto dopo qualche ora dal posizionamento delle opere: l'unica opera composta da foto in cui coppie gay, lesbo e etero si baciano, è stata staccata e girata al contrario. Dopo che l'opera è stata nuovamente sistemata e assicurata alle griglie in modo che non potesse essere più staccata, si è nuovamente verificato, oggi stesso, un nuovo atto vandalico. Nel primo pomeriggio, infatti, l'opera in questione non era più presente.

Dichiara Silvia, volontaria dell'associazione La Jungla: "Il custode della facoltà ci ha detto di avere trovato l'opera con le foto dei baci per terra, e di averla raccolta e messa nel suo ufficio. Inoltre, a condire la giornata di oggi, abbiamo trovato una serie di scritte vandaliche sul pannello di presentazione della mostra (per citare qualche esempio: "no gay, sì lesbo", "c'è già pieno di gay in tv, qui non li vogliamo")."

Daniele Viotti, Coordinatore del Coordinamento Torino Pride LGBT, stigmatizza l'episodio dicendo: "Si tratta di atti di vandalismo intollerabili per una città civile come la nostra e ancor più inspiegabili in una sede universitaria in cui dovrebebro regnare i valori della ricerca culturale e dell'educazione al rispetto, alla libertà e alla condanna di ogni censura e di ogni vioelnza"

Francesca, altra volontaria de La Jungla, si pone una domanda inquietante: "Dopo che la mostra in questione aveva già toccato Palazzo Nuovo, lo scorso maggio, in occasione della giornata UniPRIDE, e il Politecnico la settimana scorsa, attirando l'attenzione dei più e ricevendo commenti positivi , il fatto che una singola facoltà dia questo tipo di risposta, per altro così violenta, fa sorgere spontanea la domanda: “Cosa c'è di diverso lì?” ".

Crediamo sia doveroso, da parte di tutti, riflettere sulla risposta.

La Jungla

Associazione Culturale

www.lajungla.org

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Ufficio Stampa del Coordinamento Torino Pride LGBT

La Stampa

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Repubblica -Torino

TORINO. SCRITTE E PANNELLI GIRATI AL CONTRARIO LA MOSTRA GAY NON PIACE A ECONOMIA

Torino Pride e Certi Diritti stigmatizzano gli atti di vandalismo

SCRITTE ingiuriose e foto girate al contrario: è stata questa l´accoglienza, secondo gli organizzatori dell´associazione La Jungla, che ha ricevuto alla facoltà di Economia la mostra itinerante «No omofobia», patrocinata dal Comitato per le pari opportunità dell´università e dalla Città di Torino. Si tratta di 11 opere che, dopo essere state installate senza alcun problema nei corridoi di Palazzo Nuovo e del Politecnico, dal 26 aprile sono arrivate nei locali di corso Unione Sovietica 218. Lì, invece, hanno ricevuto un trattamento diverso. «Solo qualche ora dopo l´allestimento - spiegano i giovani di La Jungla - l´unica opera composta da foto in cui coppie gay, lesbo e etero si baciano, è stata staccata e girata al contrario. Qualche giorno dopo la stessa foto è finita per terra. Inoltre su un pannello della mostra abbiamo trovato scritte come "No gay, sì lesbo" o "È pieno di gay in tv, qui non li vogliamo"».Daniele Viotti, coordinatore del TorinoPride, stigmatizza l´episodio: «Si tratta di atti di vandalismo intollerabili per una città civile come la nostra e ancor più inspiegabili in una sede universitaria in cui dovrebbe regnare l´educazione al rispetto». Così anche Enzo Cucco, dell´associazione radicale Certi Diritti: «I piccoli fatti di omofobia non devono passare sotto silenzio. È un segnale di intolleranza contro cui bisogna reagire. Anche le istituzioni devono intervenire e deve esserci una reazione della facoltà e del rettorato che si paragona ai migliori istituti universitari del mondo dove, però, esistono gruppi Lgbt e molte attività in tal senso».

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