TRANS FREEDOM MARCH 2017 TORINO

 

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Sfregiata la foto della Immacolata concezione della mostra sulla visibilita' trans "Generi di prima necessita'" in esposizione in via Lagrange a Torino.

sfregio mostra generi di prima necessitaUna svastica e una croce celtica sulla foto della Immacolata concezione. Un atto vigliacco e inutile i cui responsabilli speriamo siano accertati, ma che arriva dopo le parole del capogruppo del PdL Ravello e la polemica scatenata dalla destra. Sara' un caso che proprio quella foto sia stata presa di mira? Sara' un caso che siano stati usati dei simboli nazi-fascisti? Crediamo che esistano responsabilita' politiche, ma delle quali nessuno rispondera', ovviamente.. .
Questo gesto si ascrive in un clima di odio e intolleranza verso le persone transessuali che pervade il nostro Paese. La sconfortante sequela del caso Marrazzo, il suicidio nel CIE, il ritrovamento del cadavere ai bordi del Tevere, il modo in cui la politica e alcuni media trattano questi argomenti... Noi la consideriamo un'emergenza civile, una tragedia che avviene nel silenzio generale perche' tanto le persone trans sono conssfregio mostra generi di prima necessitaiderate cittadini di serie Z, emarginati/e che si meritano cio' che accade loro.

Non abbiamo molti strumenti per fermare questa mattanza, ma continueremo a presidiare coi nostri corpi e con le nostre coscienze affinche' non succeda più'.
 
Ufficio Stampa Coordinamento Torino Pride LGBT

Il curatore della mostra
Christian Ballarin
 

 L'OPINIONE

 Gent.le circolo,
sono un ragazzo di 24 anni della provincia di Lecco, gay (dichiarato) e cattolico. Ho letto oggi quanto accaduto a Torino circa l'immagine raffigurante un transessuale nell'atto di allattare un neonato. Scrivo a voi giacchè ho letto che gli organizzatori siete voi; vi pregherei di trasmettere questa mail anche al circolo arcigay della zona e al curatore della mostra Ballarin non avevndo potuto rintracciare i loro contatti.
Mi domando se siete coscienti dei danni che stanno creando agli omosessuali e ai transessuali. Cosa dovrebbe rappresentare un'immagine così provocatoria, dal titolo ancor più emblematico? E' un'offesa voluta e gratuita ai cattolici, e questo non perchè dare del transessuale sia un'offesa, ma lo diventa se la persona in oggetto è una donna nata donna.
Le continue iniziative di circoli e arcigay vari hanno perso il loro significato, ora il vostro unico obiettivo è scandalizzare, colpire per poi essere attaccati e peccare di vittimismo.
Possibile non esca mai una parola contro gli islamici e i regimi islamici (Iran) che per uccidere i ragazzi gay come me incollano l'ano e li fanno morire di dolori inumani? Possibile che il vostro problema più grande sia la chiesa e i cattolici? Gesù ha insegnato l'amore per tutti (tranne i pedofili forse) e se la chiesa oggi non vi sembra interpreti questo messaggio non è il caso di colpire la Madre di Dio e la fede di milioni di persone.
Queste vostre iniziative creano il clima di odio di cui tanto vi riempite la bocca. Ricordatevi che il detto che dice che l'importante è che se ne parli non vale sempre.
Vi invito a pensare cento volte prima di fare un'altra volta una cosa del genere e , magari, chiedere scusa se vi accorgete di un errore.
Cordiali saluti.

LA RISPOSTA

Carissimo Massimo,

mi chiamo Andrea Fino , ho 36 anni, e faccio parte di una delle associazioni di omosessuali credenti, La Fenice, che fa parte del Coordinamento TorinoPride che ha promosso e sostenuto la mostra “Generi di prima necessità” riguardo la quale hai scritto la mail di cui sotto.
Gli amici del Maurice e soprattutto Christian Ballarin mi hanno chiesto di risponderti, in quanto anche io cattolico (praticante) oltre che omosessuale.
Mi sono chiesto a lungo perché a noi due, a me e a te, entrambi cattolici l’immagine dell’Immacolata Concezione che ha come modella una transessuale produca effetti tanto diversi. Io la trovo bella e interessante, tu provocatoria e, in quanto tale, dannosa per noi e offensiva per i cattolici.
Mi rendo conto che negli anni in cui ho collaborato con il Coordinamento (che qui a Torino riunisce 15 associazioni che si occupano di tematiche LGBT di orientamenti politici e culturali molto diversi tra loro) ho molto cambiato la mia visione personale sulle persone transessuali. Forse prima del 2006 avrei scritto anche io una mail come la tua.
Il punto credo che sia il fatto che una Madonna rappresentata da una transessuale fa riflettere sul fatto che quella donna transessuale è donna esattamente come lo era Maria di Nazaret. E’ una “donna nata donna” esattamente come lo era Maria e come in passato molte donne sono servite da “modelle” per innumerevoli quadri, opere cinematografiche e fotografiche che rappresentano la maternità di Maria, così questa volta la donna scelta è una donna transessuale.
Ciò che rende quest’opera offensiva e scandalosa per te (e per molti altri purtroppo) credo sia il fatto di considerare una donna transessuale “meno donna” di una donna nata in un corpo di donna. Quella donna transessuale, però, è stata creata come donna da Dio, è sempre stata donna nella propria anima, nel proprio cervello e nel proprio cuore, anche se, per un caso della natura che le ha complicato parecchio la vita, è venuta al mondo in un corpo biologicamente maschile.
Sembra difficile da capire finché non si conosce un po’ a fondo una persona transessuale, ma poi diventa un fatto di una ovvietà sconcertante. Per noi quell’immagine non ha nulla di provocatorio e tanto meno nulla di offensivo.
Per quanto riguarda la nostra posizione rispetto alla Chiesa e all’Islam credo di poterti dire che è esattamente la stessa. Condanniamo senza riserve e agiamo per contrastare gli atteggiamenti omofobi e transfobici sia in campo cristiano sia in campo islamico e non facciamo certo differenze tra gli anatemi contro le persone omosessuali del card. Barragan (tanto per citare uno degli ultimi casi) e le condanne a morte nei regimi islamici.
D’altra parte dialoghiamo in entrambi i campi con le persone ragionevoli e moderate che sono presenti in entrambe le comunità. Da questo dialogo è nato ad esempio, in ambito cattolico, un vademecum per operatori pastorali scritto dall’ufficio famiglia della nostra Diocesi (Valter Danna, Fede e omosessualità , Effatà editrice… se ti interessa è un bello stimolo per la riflessione) , mentre al Pride di Torino del maggio 2009 hanno partecipato, su nostro invito, anche alcuni gruppi organizzati di stranieri residenti qui, tra cui molti mussulmani.
Gesù, come dici, giustamente tu, ha insegnato l’amore per tutti, ma per poter amare le nostre sorelle e i nostri fratelli noi abbiamo bisogno di comprendere, di conoscere, di superare i nostri stereotipi. Ti chiedo di riflettere su questa mia risposta, magari non la condividerai, ma potrà essere, spero, un contributo alla tua riflessione.

Restiamo a tua disposizione per ulteriori chiarimenti.

Intanto ti auguro di tutto cuore un BUON ANNO 2010!!!

Andrea Fino
Coordinamento TorinoPride

 

INTERVISTE

FEDERICA PEZZOLI'S CHANNEL - Intervista telefonica a Christian Ballarin

 

DAI GIORNALI

LA STAMPA

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LA REPUBBLICA

GALLERY

LIBERO NEWS

TORINO: COORDINAMENTO TORINO PRIDE, SFREGIATA FOTO MOSTRA SU VISIBILITA' TRANS

Torino, 29 dic. - (Adnkronos) - Sfregiata la foto della Immacolata concezione della mostra sulla visibilita' trans 'Generi di prima necessita', allestita all'aperto lungo la centrale via Lagrange fino al 31 dicembre. A darne notizia e' una nota del Coordinamento Torino Pride Lgbt che stigmatizza il gesto come ''un atto vigliacco e inutile i cui responsabilli speriamo siano accertati''.

''Questo gesto si ascrive in un clima di odio e intolleranza verso le persone transessuali che pervade il nostro paese - prosegue la nota del Coordinamento - che noi consideriamo un'emergenza civile, una tragedia che avviene nel silenzio generale perche' le persone trans sono considerate cittadini di serie z''.

''Non abbiamo molti strumenti per fermare questa mattanza, ma continueremo a presidiare coi nostri corpi e con le nostre coscienze affinche' non succeda piu'''', conclude il Coordinamento Torino Pride Lgbt.

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NUOVA SOCIETA'

SIMBOLI NAZISTI SULLA FOTO DELLA MADONNA TRANS

di Ad
Sfregiata con simboli nazisti la fotografia della Madonna transessuale, che faceva parte della mostra allestita in via Lagrange a Torino, e che nelle scorse settimane aveva scatenato una polemica.

La foto raffigurava un trans nei panni dell'Immacolata intento ad allattare un bambino. Titolo dell'opera "Immacolata concezione".

«Una svastica e una croce celtica, così hanno sfregiato la foto - racconta il curatore della mostra sulla visibilità trans "Generi di prima necessità", Christian Ballarin - Un atto vigliacco e inutile i cui responsabili speriamo siano accertati, ma che arriva dopo le parole del capogruppo del PdL Ravello e la polemica scatenata dalla destra. Sara' un caso che proprio quella foto sia stata presa di mira? Sara' un caso che siano stati usati dei simboli nazi-fascisti? Crediamo che esistano responsabilità politiche, ma delle quali nessuno risponderà, ovviamente».

Un gesto grave, come evidenziano dal Coordinamento Torino Pride LGBT: «Questo gesto si ascrive in un clima di odio e intolleranza verso le persone transessuali che pervade il nostro Paese - dicono dal coordinamento - La sconfortante sequela del caso Marrazzo, il suicidio nel CIE, il ritrovamento del cadavere ai bordi del Tevere, il modo in cui la politica e alcuni media trattano questi argomenti.

«Noi la consideriamo un'emergenza civile, una tragedia che avviene nel silenzio generale perché tanto le persone trans sono considerate cittadini di serie Z, emarginati ed emarginate che si meritano ciò che accade loro. Non abbiamo molti strumenti per fermare questa mattanza, ma continueremo a presidiare coi nostri corpi e con le nostre coscienze affinché non succeda più» - conclude Christian Ballarin.

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METROPOLISINFO

TORINO: COORDINAMENTO TORINO PRIDE, SFREGIATA FOTO MOSTRA SU VISIBILITA' TRANS
Torino, 29 dic. - (Adnkronos) - Sfregiata la foto della Immacolata concezione della mostra sulla  visibilita' trans 'Generi di prima necessita', allestita all'aperto lungo la centrale via Lagrange fino al 31 dicembre. A darne notizia e' una nota del Coordinamento Torino Pride Lgbt che stigmatizza il gesto come ''un atto vigliacco e inutile i cui responsabilli speriamo siano accertati''.
''Questo gesto si ascrive in un clima di odio e intolleranza verso le persone transessuali che pervade il nostro paese - prosegue la nota del Coordinamento - che noi consideriamo un'emergenza civile, una tragedia che avviene nel silenzio generale perche' le persone trans sono considerate cittadini di serie z''.
''Non abbiamo molti strumenti per fermare questa mattanza, ma continueremo a presidiare coi nostri corpi e con le nostre coscienze affinche' non succeda piu'''', conclude il Coordinamento Torino Pride Lgbt.
(Rre-Abr/Pn/Adnkronos)

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INFOAUT.ORG
SVASTICHE SULLA MADONNA TRANSGENDER

"...non può essere considerata una provocazione, pur decisamente volgare, poiché non è altro che una rappresentazione oscena che offende la sensibilità ed il buon gusto di chiunque, non soltanto dei cattolici...".

Queste le parole di Roberto Ravello, capogruppo Pdl in Consiglio comunale, a proposito di una delle tante foto della mostra "Generi di prima necessità": una serie di scatti sulla visibilità transgender esposta in Via Lagrange, a Torino, salotto buono della città. 

"Sfregi con la svastica alla mostra dei trans". Così titolava questa mattina La Stampa, in riferimento alle svastiche ed alle celtiche con cui qualcuno/a ha rovinato la foto dell'Immacolata Concezione, bella immagine con protagonista una donna transessuale. 

In tanti modi l'iconografia ha rappresentato e rappresenta la Madre di Dio, ma guai se ad interpretarla ci pensa una donna transgender. In tal caso è lecito sfregiarne l'immagine come meglio si crede, magari con simboli propri di quel nazifascismo che oggi come ieri cerca spazi e legittimazione.

Se nelle loro dichiarazioni sulla mostra i politici locali si lasciano andare a commenti offensivi e mistificatori, invocando il buon gusto e la sensibilità, allora garantiscono copertura politica a quanti/e con la loro ignoranza e la loro violenza si ergono a paladini/e della nuova cristianità e della morale secondo natura (sic!).

Potrebbe essere successo questo a Torino: qualcuno/a ha visto la mostra, non ne ha compreso lo scopo e colto il senso, e ha deciso di porvi rimedio, deturpando l'immagine con la stessa maleducazione e vigliaccheria con cui avrebbe insultato una transessuale per strada o due gay mano nella mano. 

Celtiche e svastiche incise su una foto come celtiche e svastiche marchiate a fuoco sulla pelle di una ragazzina, tempo fa, su un treno.

Questo è il clima che c'è nel nostro Paese, questa è la realtà quotidiana della comunità gay lesbica bisessuale e transessuale.

E' vero che non tutti/e sono stati/e vittime di episodi di omo o transfobia, ma è anche vero che nessuno/a può sentirsi estraneo/a o distante quando questi avvengono a danno di qualcun(') altro/a.

La paura della diversità e l'ignoranza, alimentate da politiche xenofobe securitarie e reazionarie, scatenano violenza e repressione, esclusione e diffidenza. Violenze ed esclusione perpetrate da coloro i/le quali vigliaccamente, trincerandosi dietro una presunta etica e una falsa morale, compiono azioni come questa senza rendersi conto di violare essi/e stessi/e i sacri principi (sic!) della loro dottrina di riferimento.

Nuovi/e crociati/e che vedono nelle persone lgbt, nelle donne, nei migranti e nei disabili la nuova minaccia alla supremazia di un sistema sessista, patriarcale e oscurantista che già tanto danno ha fatto e tanto sangue ha preteso.

In opposizione al conservatorismo di queste persone, l'essere oggi transessuali, donne, gay e lesbiche visibili è la vera rivoluzione. Una rivoluzione fatta di idee, di rivendicazioni, di destrutturazione dei modelli imposti e perpetrati nei secoli con la forza bruta della violenza e dell'ignoranza.

A questo punto risulta evidente che la solidarietà non è più sufficente: é il momento per tutti/e di interrogarsi sul proprio ruolo, sul proprio contributo in quella che è la nuova lotta antifascista. Una lotta che deve fare da argine ai tentativi di un gruppo di vecchi/e, destinati/e all'oblio, che vuole imporre alla società un unico modello di riferimento; un modello improntato alla difesa della razza, della nazionalità e all'omologazione.

E' il momento per tutti/e coloro i quali si riconoscono nei valori dell'antifascismo, della laicità e dell'inclusione di dire no alla transfobia, all'omofobia, al sessismo, all'eterocentrismo, all'oscurantismo e alla xenofobia.

Si respingano al mittente gli attacchi, di ieri e di oggi, e si pensi a quell'Immacolata Concezione di Via Lagrange, sfregiata e insultata. Stuprata e maltrattata, come le donne migranti nei Cie, come la transessuale morta suicida a Milano.

La visibilità transgener riguarda tutte e tutti.

lgbt torino